“Scoperta del Salvator Mundi: unità tra Istituzioni e Accademia per l’Arte” presentato in Senato

Il Salvator Mundi attribuito al Guercino, la straordinaria scoperta del professore e critico d’arte lucano Antonello Di Pinto, noto anche per aver scoperto il dipinto Ecce Homo di Caravaggio e il Jusepe de Ribera della Iglesia del Monserrato, nonché per il suo ruolo di responsabile delle relazioni con Musei e Fondazioni della 17a Commissione Parlamentare intergruppo “ARTE”, si rivela essere non solo un’importante scoperta artistica, ma anche un simbolo di un’Italia unita sotto il segno della cultura.
Non solo un’opera che torna a risplendere, ma anche un segno di rigore scientifico e di visione politica, ponendo le basi per un dialogo duraturo e proficuo tra istituzioni e mondo accademico.
Il Dottor Stefano Colucci, presidente della Commissione “Arte” dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo, sottolinea l’importanza di una sinergia tra il mondo accademico, il collezionismo privato e le politiche culturali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico italiano.
L’intensità dell’opera si percepisce nei colori, nelle luci, nelle ombre e nelle sfumature, ma la vera rivelazione arriva dal fatto che provenga da una delle due collezioni storiche del Seicento, quelle di Falconieri e Paolucci, e che si tratti di un lavoro di Giovanni Francesco Barbieri, uno dei massimi esponenti della scuola emiliana. Di Pinto è fermamente convinto di questa attribuzione.
Secondo il professore, le caratteristiche stilistiche sono chiaramente compatibili con la mano del maestro, collocando l’opera nel periodo maturo del Guercino e aprendo così nuovi scenari di ricerca.
A fianco di Di Pinto, un parterre di esperti, studiosi e ricercatori, tra cui il Professor Claudio Strinati, autorevole storicista dell’arte, Pietro Quattriglia Venneri di PQV Fine Art e la Professoressa Roberta Delgado.
A moderare l’incontro il direttore di About Art On Line, il Professor Pietro Di Loreto.
Tra gli ospiti anche lo storico Patrizio Basso Bondini, che condurrà approfondite ricerche d’archivio per tracciare con maggiore precisione la provenienza e il percorso collezionistico del dipinto.
Tra i presenti, numerosi nomi di spicco del panorama culturale, come il Principe Boncompagni Ludovisi, la direzione della Fondazione Amedeo Modigliani, il cantautore e collezionista Amedeo Minghi, lo studioso Michele Cuppone, il produttore cinematografico Salvatore Pagano, rappresentanti del Vaticano, collezionisti di rilievo, il Dipartimento di Dipinti Antichi della Casa d’Aste Capitolium e la piattaforma internazionale Catawiki, con la partecipazione di Giulia Santoro, responsabile del Dipartimento Dipinti Antichi, e Alessia Pasquariello, Senior Manager.
Una figura chiave di questo evento istituzionale è stata la curatrice dei rapporti tra esperti e istituzioni, la giovane e determinata Michela Colucci, CEO di Colucci Fine Art e referente ufficiale per le relazioni della Commissione Arte.
“L’evento rappresenta un momento fondamentale per la valorizzazione dell’arte antica,” ha dichiarato, “mostrando come il recupero del nostro patrimonio artistico possa diventare un motore di crescita culturale ed economica.”